La Psicologia e la dinamica dell’Anima

Non siamo noi a dover dire cos’è l’Anima, ma è l’Anima a doverci dire chi siamo.

Non siamo noi a dover dire cos’è l’Anima, ma è l’Anima a doverci dire chi siamo.

Tanto è stato detto sull’Anima e tanto se ne dirà, ma tra tutte le varie definizioni, la visione qui espressa di Ada Cortese. sembra racchiudere in maniera semplice ed essenziale ciò che la Psicologia animica tenta di esprimere nel tentativo di riappropriarsi del suo scopo primario.
È importante ricordare che il termine “psicologia” deriva dal greco psyché (ψυχή) = anima e da logos (λόγος)= discorso, studio. Letteralmente la psicologia è quindi dialogo con l’anima.
Ma cos’è l’Anima?
A me piace pensarla come “Il Tutto che si svela in noi”!
Custode dei nostri potenziali, delle nostre forze creatrici, detentrice della nostra autenticità.

Il concetto di Anima nelle diverse culture attraverso i secoli

Gli Egiziani credevano che l’anima fosse un raggio che agisce mediante un composto caratteristico e fluido, mentre gli Ebrei la consideravano come il principio vitale. Gli Indù insegnano che l’anima umana è parte di un immutabile Principio, l’Anima del Mondo, l’Etere onnipervadente (Akasha). Quest’etere è semplicemente il veicolo di certe energie e mezzo collegante lo spirito essenziale alla materia tangibile.
In Cina, Lao Tse insegnò che l’anima spirituale è unita all’anima vitale semi-materiale e che, insieme, esse animano il corpo fisico.
Platone credeva che l’anima avesse tre parti. Una, immortale o razionale, proveniente da Dio; un’altra mortale, animale o sensibile, sede degli appetiti e delle sensazioni relativi al corpo; ed una terza, intermedia – volontà spirito.

Egli considerava quest’anima razionale come avente natura immateriale e metafisica,non percepibile dai sensi e comprensibile solo dall’intelletto. Aristotele considerava l’anima come la somma dei principi vitali: essa era per il corpo ciò che la visione è per l’occhio. L’anima per lui era il vero Essere del corpo, e della stessa opinione fu Plotino. Egli considerava l’anima come la vitalità sensibile del corpo, appartenente ad un grado di vita più elevato della materia.
La maggior parte delle scuole orientali considera l’anima come il sé, l’individuo, e il misticismo cristiano afferma che in ogni uomo esiste una potenzialità, che egli chiama “il Cristo in voi”, che con la Sua presenza permette a ciascuno di raggiungere la condizione del Cristo.

L’Anima e il Sé

Qualunque sia la sua definizione che nei secoli ci è stata tramandata, è impossibile non notare che in tutte esiste una matrice comune. L’Anima viene assimilata al principio della Vita, che nell’uomo si esprime inevitabilmente attraverso il suo corpo fisico, attraverso cui fa esperienza, nella sua realtà soggettiva, nell’espressione del proprio Sé. Così Anima e Sé diventano sinonimi.
Ma sappiamo che per l’uomo compito arduo nella sua esperienza di vita è quella di contattare il proprio sé, definibile come sede della sua autenticità , scevra dalle sovrastrutture, dai condizionamenti sociali ed educativi che egli ha inevitabilmente assorbito e ricostruito crescendo.
È difficile per l’individuo l’accesso alle proprie risorse autentiche, per il semplice motivo che egli ha imparato a leggerle come sconvenienti o pericolose per la propria autostima e per l’accettazione di sé. Ha letto e interpretato da piccolo le reazioni genitoriali o degli adulti di riferimento davanti alla propria spontaneità come un segnale di divieto e, sotto la pressione della mortificazione, ha relegato nel proprio inconscio tutte le parti di sé che si leggeva come autentiche, compresa quell’emozione troppo dolorosa e troppo difficile da gestire, che si riaffaccia tutte le volte che ha la sensazione che la propria autenticità faccia capolino per farsi riconoscere. E così, crescendo, ha imparato a ragionare secondo la logica del “non posso”, “non sono capace”, solo per potersi proteggere dalla paura di sentirsi nuovamente mortificato. Una repressione continua del proprio sé, della propria Anima, che, nella realtà, non fa altro che tutto il possibile per farsi ascoltare, per far sì che questi riconosca i propri potenziali, le proprie risorse e capacità più autentiche e vada in contro al proprio reale percorso di vita.

L’Anima ci comunica attraverso il linguaggio dei Simboli

Così l’Anima ci comunica, ci invia messaggi attraverso il corpo fisico. Tutti i nostri sintomi, fisici o psicologici diventano allora una spia che si accende perché, nella realtà, non stiamo andando nella direzione giusta per noi, in linea con i nostri potenziali. In altre parole, il sintomo ci offre l’occasione di riflettere su di noi, su cosa non stiamo facendo per incontrare il nostre sé, la nostra Anima.
Ecco perché, dall’ inconscio, i nostri rimossi vengono a cercarci attraverso il simbolismo del sintomo, per riportarci in ciò che autenticamente siamo.
Ma perché il sintomo? Perché il sintomo sembra essere l’unico modo, l’unico compromesso, per scavalcare la nostra mente consapevole, che fa di tutto per proteggerci per paura che queste informazioni, che legge, erroneamente, come pericolose per la nostra sopravvivenza, possano farci male.
Così l’inconscio ci conduce attraverso i simboli, perché il suo linguaggio è quello analogico, delle sensazioni, dei suoni, delle immagini, a differenza di quello logico-formale della mente consapevole.
Ogni cosa che ci accade è una rappresentazione simbolica di ciò che avviene al di là della nostra consapevolezza. I nostri sogni sono fatti di immagini, simboli, la cui interpretazione ci conduce all’accesso nel nostro sentire più autentico. Davanti ad un’ immagine si attivano in noi le più disparate sensazioni, o reazioni, spesso non uguali per tutti. Questo perché una data immagine porta con sé un simbolismo che può risuonare con le note inconsce di chi guarda e riconoscervi un significato. Il nostro corpo è un simbolo. Testa, spalle, braccia, gambe, stomaco, intestino, e via di seguito, rappresentano non solo parti del corpo anatomiche ma, proprio perché svolgono specifiche funzioni, rappresentano il simbolo di un determinato contenuto emozionale inconscio.
Entrare nel simbolo, allora, significa entrare nel significato di ciò che ci accade.

Vuol dire iniziare a comunicare con la nostra Anima.
È questo il compito che la Psicologia ad approccio spirituale tenta di svolgere.
Entrando nel simbolismo del sintomo, ne si rintraccia il legame con la storia personale, con le paure e i bisogni rimossi, ne si identificano le convinzioni limitanti, i sensi di colpa e le emozioni non riconosciute. Pian piano le sovrastrutture di personalità iniziano a smontare l’impalcatura sotto l’influsso di quell’energia emozionale che va liberandosi, grazie alla spinta dei significati riconosciuti. Si avvia una vera e propria destrutturazione individuale necessaria per una costruzione più autentica della propria personalità.
È solo allora che l’Anima si rivela, in tutta la sua autenticità, in tutta la sua potenzialità.
Solo una personalità integrata ha accesso alla propria Anima, perché questo vuol dire aver individuato il proprio sé. Ciò significa essere diventato “Libero”, dove per libertà s’intende la capacità di esprimersi secondo le proprie potenzialità andando verso qualunque direzione, perché in ogni direzione, da quel momento, c’è la giusta esperienza.
È questo ciò che accade a chi si libera dei propri sintomi. Ciò che si percepisce è un’incredibile potere creativo, una profonda forza generatrice. La lettura dei propri messaggi inconsci diventa un’esperienza quotidiana, la capacità di leggere ciò che accade si amplifica e lo sviluppo dell’intuizione diventa una nuova dimensione dell’Essere. Sembra risultare una formidabile risonanza, una sincronia, tra ciò che si sente dentro di sè e ciò che accade fuori di sé, come se il mondo esterno rispondesse o anticipasse ciò che nel Sé è già pronto per realizzarsi. Una serie di simboli, di circostanze, si presentano nei sogni, nelle fantasie ad occhi aperti o nello svolgersi della vita quotidiana, quasi come a tracciare una mappa che chiede di essere seguita.

L’Anima svela lo Spirito

Cos’è che sta accadendo? È solo l’Anima che sta rivelandosi nel suo aspetto Spirituale. È l’Anima che rivela la dimensione Spirituale dell’esistenza.
Siamo stati educati a pensare alla dimensione “spirituale” in contrapposizione al “materiale”.
In realtà l’Anima è un processo autonomo, costituito da una energia sconosciuta, che i grandi pensatori hanno definito “Spirito” in tutte le filosofie, o Prana o Akasha o Dio.
Il termine “processo” , qui adoperato a ragion veduta, sta ad indicare che l’Anima è un movimento. Si tratta di un processo in continua evoluzione che, tuttavia, conserva la coesività, l’unità, l’autocoscienza, un’intelligenza di lettura di sé e del fuori di sé.
In tal modo, il processo che definiamo Anima rappresenta l’operatività dello Spirito allorquando questi incontra l’esterno da sé, allo stesso modo in cui il linguaggio è la rappresentazione dell’idea.
L’insieme del processo è atemporale e aspaziale , è al di là del linguaggio come noi l’intendiamo; la grammatica del suo funzionamento non ricade nelle categorie logiche del linguaggio e non è afferrabile se non con un processo astratto di tipo intuitivo – creativo.
Ecco perché la necessità di una personalità integrata. Perché questo presuppone la possibilità di uscire dall’Ego, dai propri bisogni frustrati, dalle proprie paure, dalle proprie sovrastrutture ed essere in grado di agire secondo il proprio potere intuitivo-creativo.
Il recupero della propria autenticità rappresenta il primo passo verso la liberazione del sé.
Da qui può iniziare una nuova forma di apprendimento, attraverso l’uso integrato di una serie di innumerevoli strumenti come la Meditazione, le Visualizzazioni, le Regressioni, gli strumenti Creativi, la simbologia del Tarot, le tecniche vibrazionali energetiche e così via…, che hanno lo scopo di risignificare la dimensione del mente-corpo- anima, nel suo aspetto di unicità.
Ecco allora che la mente non sarà più valutata solo nel suo processo di razionalizzazione cognitiva, ma nella sua dimensione di spazio. È nello spazio che accade qualcosa, le immagini si palesano nel loro potere simbolico e nella loro capacità comunicativa fanno da ponte con l’energia spirituale, con il tutto.
Anima e Spirito sono due facce della stessa medaglia!
Attraverso l’integrazione corpo- mente, l’Anima, quindi può palesarsi, può rivelare la vera essenza del sé e condurlo alla consapevolezza dell’essere parte del Tutto e alla comunicazione con lo Spirito.
E, se l’Anima ha dimensione divina, perché contenente in sé l’energia dello Spirito, così, anche noi scopriamo la nostra dimensione divina!
Ma perché l’Anima necessita della materia, del corpo fisico, per palesarsi?
La tesi che noi condividiamo è che la vita umana è uno dei segmenti conoscitivi dell’universo. L’Anima resterebbe priva di quell’insieme di conoscenze esperienziali che solo un corpo ed un’unione di più corpi, come società umana vivente, può dare. Questa esperienza della materialità è dunque lo scopo fondamentale per cui l’Anima vive la corporeità .
In nessuna altra forma, per quanto s’ immagini, lo Spirito potrebbe assumere le esperienze dei sensi e dell’organizzazione sociale di “questa” storia terrestre.

Dott.ssa Manuela Megna

Per approfondimenti:
L’Anima e il suo meccanismo. Alice A. Bailey

Anima-Mente-Corpo: L’identità e la soggettività alle soglie del duemila. Corrado Piancastelli, (tratto dalla,rivista “uomini e idee”)

Dall’Intelletto all’Intuizione. Alice A. Bailey