Introduzione al Tarot

La verità è un cammino legato all’evidenza.

Nella percezione sociale il Tarot o meglio i Tarocchi sono conosciuti come mero strumento divinatorio, di lettura del futuro, in realtà, il Tarot è molto di più di quello che si possa immaginare.
Il termine arcano significa infatti “mistero” i 78 Arcani che compongono il Tarot celano una antichissima conoscenza che, per non rischiare di subire alterazioni e per essere protetta da accuse di eresia, è stata preservata sotto forma di disegni simbolici che racchiudono codici specifici di lettura regolati da precise leggi. La struttura cifrata alla base del Tarot si dischiude come un vero e proprio rebus risolto per chi ha la pazienza e la volontà di imparare il suo linguaggio.
Entrare in contatto con il Tarot, attraverso una lettura e/o lo studio dei suoi codici significa intraprendere un viaggio verso la gnosi: la verità, la conoscenza di ciò che quotidianamente accade di cui, però, non siamo consapevoli.
Tutto questo, che inizialmente può sembrare strabiliante, è in realtà possibile perchè il Tarot fa una cosa semplicissima: ci aiuta a ricordare. Ci aiuta a ri-connetterci con qualcosa che è già in noi, solo che lo abbiamo dimenticato e, quindi, come tutte le cose che non vogliamo o possiamo ricordare si nascondono da qualche parte. Sia durante lo studio del Tarot che durante le letture la conoscenza che emerge, molto spesso, conferma quello che in realtà già sappiamo, se non a livello immediatamente cosciente certamente a livello percettivo-emotivo. Sentiamo che è giusto. È una esperienza incredibile. È come se gli Arcani cogliessero profondamente il senso di quello che stiamo vivendo e, semplicemente, ce lo comunicassero. Avete presente quando leggete una frase di un libro che rispecchia esattamente quello che provate ma voi non sapevate come dirlo? Ecco lo studio e la lettura del Tarot fa questo. Il Tarot è una via per ricordare, per riconoscere ciò che siamo veramente.
Ci aiuta a capire la nostra vita, le tappe, le prove, il senso.
Il Tarot è una Porta su altri livelli vibrazionali che conducono a nuove dimensioni dell’essere: “Bussate e vi sarà aperto!”.
Spesso i vari metodi di lettura, che sono a disposizione, utilizzano gli Arcani semplicemente come archetipi, cioè come modelli universali e ancestrali di comportamento, che si esprimono in ciascuno di noi (per questo possono essere considerati rappresentativi di ciò che siamo, sentiamo e pensiamo nel profondo). Non è un modo sbagliato ma, sicuramente è riduttivo rispetto a quello che il Tarot può esprimere veramente.

Per esempio: durante una lettura di questo tipo il consultante, molto spesso, non pone domande e non parla durante la lettura ma, semplicemente, nella richiesta definisce un ambito: lavoro, amore, salute etc. Il cartomante, in questo caso chiamato così perché non conoscendo le potenzialità dello strumento che utilizza si ferma alla predizione del futuro, sistema le carte secondo un suo personale metodo e racconta tutto ciò che vede attraverso la lettura degli archetipi e ne da una interpretazione soggettiva basata sulla propria abilità. Ciò significa che: da una parte il risultato che ne emerge dipende dall’abilità intuitiva del cartomante, dall’altra il consultante è totalmente passivo in questo processo. Non solo ma, leggendo il Tarot in questo modo, stiamo alimentando la paura del consultante e la sua posizione di completa passività e irresponsabilità di ciò che gli succede nella vita.
Nel momento che voglio sapere cosa succederà domani non sto facendo altro che alimentare la paura del futuro e, di conseguenza, la mancanza di fiducia nelle mie possibilità affidandomi a un destino, speriamo, non troppo avverso.
La paura ci proietta nel futuro o nel passato (ho paura di ciò che è stato e di ciò che può accadere) allontanandoci dal presente, l’unico momento che conta per cambiare veramente le cose dove la paura non c’è. Il presente è un punto da cui si apre un ventaglio di infinite possibilità. E da lì dobbiamo partire per cambiare non ciò che è stato, ma il vissuto al riguardo, le emozioni. Sono le emozioni bloccate e non elaborate che creano i blocchi e le difficoltà; gli eventi sono solo delle prove.
Durante una lettura con il Tarot il consultante pone una domanda che lo mette in primo piano, assumendosi la responsabilità di ciò che chiede e soprattutto di cambiare ciò che non va: “Cosa posso fare io per…? Su quale aspetto di me devo lavorare per ottenere questo e quello?”
Da parte sua il Tarologo (colui che studia a fondo il Tarot) mette in campo certamente la sua sensibilità, la sua intuizione ma ha a disposizione un metodo di lettura basato sulla de-codifica di elementi specifici racchiusi, come dei rebus, nella struttura intera degli Arcani e in ogni Arcano in particolare.
Tale metodo si basa, brevemente, sulla conoscenza di leggi e codici specifici che permette una interpretazione oggettiva della lettura, comprendendo le varie difficoltà a livello profondo e svelandone le possibili soluzioni. Il Tarot diviene così anche uno strumento psicologico, un mezzo utile alla conoscenza di sè stessi e una bussola per indicarci la strada.

Alcune indicazioni sulla struttura del Tarot

La struttura è esoterica nel senso di interna (posta dentro) e occulta (Nascosta), la sua conoscenza consente il passaggio dall’intelletto all’intuizione.
Lo studio del Tarot dovrebbe essere affrontato come un libro Muto sapienziale; il Mutus Libre è testo in 15 tavole che tramanda una immensa conoscenza espressa in immagini, simboleggianti il processo alchemico cioè il processo di trasmutazione e trasformazione interiore.
L’Alchimia è un antico percorso di conoscenza volto alla radicale trasformazione dell’individuo, intesa quindi come ri-nascita spirituale, rivalutata in chiave psicologica da C.G. Jung. Può essere definita una rappresentazione simbolica dell’evoluzione umana da uno stato in cui predomina la materia a uno spirituale. L’alchimista opera sulla materia (se stesso) alla ricerca di quell’oro che altro non è che la realizzazione spirituale, la verità di ciò che siamo.
Alla base della struttura del Tarot è possibile identificare il Dualismo concetto filosofico che rappresenta il nostro mondo terrestre, secondo il quale tutto nell’universo è costituito da due principi in netta contrapposizione tra loro Bianco/nero Cielo/terra ecc. Lo scopo di ogni sentiero umano sta nell’integrazione degli opposti per trascenderli.
Già da Pitagora si è parlato di parte terrestre e parte celeste nel macrocosmo e nel microcosmo (essere umano), così come in ambito psicologico Jung ha descritto la Personalità come la parte debole, egoista dell’essere umano che ha paura in quanto non conosce il futuro ed è orientata al passato e, l’Anima come parte forte, altruista, fiduciosa nel futuro e orientata nel presente, celeste. Queste due essenze, una terrestre e una celeste, creano una Unità, manifestando in tal modo una stretta e reciproca interdipendenza.
Tutte le tradizioni iniziatiche, al di là delle differenze culturali, ritengono che compito dell’essere umano sia quello di integrare gli opposti per trascenderli.
In quest’ottica tutto il sistema con cui vengono criptati i codici all’interno del sistema Tarot è fondato sul dualismo, per esempio:
Arcani Maggiori -Arcani Minori / cielo – terra / Anima – personalità/ Materia-Spirito /Maschile-femminile / vestito- nudo /Sguardo a destra-sguardo a sinistra, ecc.
Il Tarot, quindi, descrive l’insegnamento dualista nell’essere umano Personalità-Anima che devono essere coordinate nello sviluppo personale spirituale.
Il Tarot diventa così un ponte per l’integrazione di queste due parti del nostro Essere.

Dott.ssa Paola Matteucci