La IADC therapy

in uno studio sul cambiamento emozionale energetico, e sulla manifestazione di energie sottili.

Abstract

Il presente studio rappresenta una misurazione energetica-vibrazionale su 12 persone sottoposte a terapia IADC (Induced After Death Communication). Utilizzando una strumentazione specifica, gli Autori si sono posti l’obiettivo di osservare e misurare i cambiamenti del CEV (Campo Energetico Vibrazionale) del paziente prima, durante e dopo il trattamento IADC, nella relazione tra il terapeuta e il paziente e nel momento della connessione verificando se nell’ambiente circostante si manifestassero particolari addensamenti energetici o fenomeni luminosi.

I risultati ottenuti confermano tutte e tre le ipotesi sopra indicate ed un notevole margine per ulteriori approfondimenti e nuovi obiettivi di ricerca.

Premessa

«Le cose sono unite da legami invisibili…non puoi cogliere un fiore senza turbare una stella…» G. Galilei

La Induced After Death Communication (Comunicazione Post-Mortem Indotta) scoperta dallo psicologo americano Allan Botkin nel 1995, è una tecnica psicoterapeutica per l’elaborazione del lutto, la cui peculiarità sta nella possibilità che il paziente durante la procedura possa avere una connessione con il defunto. Tale connessione viene indotta dal terapeuta in un momento specifico del protocollo attraverso l’induzione di uno stato mentale di particolare ricettività nel paziente.

La letteratura scientifica ci insegna che fenomeni di connessione spontanea con i defunti si riscontrano in esperienze come le Near Death Experience (Esperienze di Pre morte)  (Pim van Lommel, et al, 2001).

La differenza tra questo tipo di esperienza e la IADC sta proprio nella possibilità di quest’ultima di essere indotta da un soggetto esterno, di essere somministrabile a chiunque abbia vissuto un lutto, di essere riproducibile e quindi osservabile in ambito scientifico.

Ciò rende la IADC, al momento, unica nel suo genere.

Al momento attuale non risultano ricerche scientifiche atte a rilevare gli effettivi cambiamenti energetici che si manifestano sia nel paziente in corrispondenza all’elaborazione emotiva del processo di lutto durante la IADC, che nell’ambiente circostante.

D’altra parte, oggi, sono sempre più numerosi gli studi che interpretano l’essere umano prima di tutto come sede di fenomeni energetici, l’uomo come abitato non solo da processi biochimici e molecolari, ma prima ancora da fenomeni biofisici e vibrazionali, nei quali rientrano l’elettromagnetismo, i concetti di frequenza, di risonanza, di interferenza costruttiva e distruttiva, e così via (Poli E., 2016).

Tutti gli esseri viventi hanno una forma di “biocampo” riconosciuta per la prima volta anche dal Ministero della Salute nel 2004, con lo l’acronimo di H.E.F. (Human Energy Field).

Anche il mondo vegetale e minerale e tutta la natura inanimata essendo anche essa costituita da atomi, possiede un proprio campo che noi definiamo semplicemente CEV (Campo Energetico Vibrazionale).

Nella nuova medicina quantica così come nella visione olistica tutto è energia a frequenze vibrazionali diverse. Il vuoto è pieno e la separazione una illusione. Ogni cosa è connessa.

Ogni cosa ha un suo campo energetico immerso a sua volta in un campo energetico universale, un “campo unificato di coscienza” (Hagelin J.), una rete di connessioni in cui ogni parte riflette il tutto.

In questa prospettiva, l’essere umano viene considerato nell’insieme dei suoi campi energetici, di cui il corpo fisico costituito da energia densa risulta visibile, mentre altri livelli con frequenze energetiche differenti rimangono osservabili solo attraverso una strumentazione specifica.

Ed è qui, negli altri livelli di frequenza ovvero nelle energie sottili che il pensiero prende forma, le emozioni si colorano riflettendosi nel movimento incessante dell’universo corporeo.

È noto ormai che il pensiero corrisponde a un’attività cerebrale, elettromagnetica, misurabile e le emozioni, come l’etimologia della parola stessa ci suggerisce e – motions muoversi da, provocano spostamenti di masse d’energia, da un punto all’altro dell’universo corporeo.

Obiettivo della ricerca

Il presente studio rappresenta una misurazione energetica-vibrazionale su 12 persone sottoposte a terapia IADC, quali 10 pazienti volontari e le due terapeute stesse.

L’indagine della ricerca inizia attraverso l’osservazione e la misurazione di possibili cambiamenti e possibili interferenze del campo elettromagnetico nei soggetti coinvolti e nell’ambiente in cui è avvenuta la sperimentazione.

Si è osservato attraverso un’analisi del Campo Energetico Vibrazionale (CEV), come variava il campo elettromagnetico emozionale prima, durante e dopo il trattamento, nel momento della connessione, nella relazione tra il terapeuta e il paziente e infine se nell’ambiente si fossero verificati particolari addensamenti energetici o fenomeni luminosi.

Per questo esperimento è stata utilizzata una telecamera multi spettrale (MIRA) ed un sistema software di origine  militare (Vibra8),  il  complesso  del  sistema  integrato (software  + telecamera) è stato chiamato TRV (Telecamera a Risonanza Variabile) che misura le variazioni di flusso elettromagnetico luminoso in banda ottica tra 350nm e 1200nm (UV-VIS-IR).

(Per la documentazione e la certificazione della strumentazione utilizzata si rimanda all’appendice pag.21).

L’obiettivo della ricerca è volto a misurare ed evidenziare le variazioni del flusso elettromagnetico sia negli individui coinvolti che all’interno della stanza in cui si è svolta la IADC, dunque a rendere visibile ciò che è invisibile.

In particolare le ipotesi di partenza da verificare vertono su 3 livelli:

  • Se nel paziente in corrispondenza del cambiamento emozionale riportato verbalmente durante l’elaborazione del lutto, si manifesti un cambiamento nel campo energetico vibrazionale;
  • Se e come cambia il campo energetico di entrambi nell’interazione terapeuta e paziente durante le varie fasi del protocollo IADC;
  • Se intorno o accanto al soggetto durante la connessione con il defunto si verifichino particolari addensamenti energetici.

 

Dott. D. Gullà (Consulente Tecnico)

Dr.ssa P. Matteucci (Psicoterapeuta)

Dr.ssa I. Pulvirenti (Psicoterapeuta)

IL PRESENTE STUDIO E’ PUBBLICATO SU neuroscienze.net

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